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Peter Gabriel mi calma sempre. Grazie alle sue melodie, che oramai ho interiorizzato completamente, mi porta lontano nel passato, quando da bimba lo ascoltavo nella macchina del papà.

Vorrei solo dire...io ci provo.

che ci sto provando a sciogliere la tensione, questo nodo che pulsa all'altezza del diaframma, io ci provo, giuro che ci sto provando.

Respiri profondi, riflessioni su me stessa, i miei desideri e le mie debolezze, i miei punti di forza, le mie soddisfazioni, la mia volontà, il mio corpo, la mia personalità...poi di nuovo profondi respiri.

Sono qui, e ci provo ad essere felice, e ammetto che qualche volta lo sono anche, ma le altre volte, quando tutto sembra remarmi contro, mi perdo tra la folla sentendomi così piccola e così uguale a tutti, perdo ogni contatto con me stessa, sono solo un punto in una infinita linea, le relazioni umane mi appaiono tanto artificiali, non mi sento capita e apprezzata, sento che se non ci fossi nessuno se ne accorgerebbe.

Mi chiedo cosa ci sia di sbagliato in me ora...racchiudo un qualcosa di oscuro, difficilmente intellegibile, ingarbugliato e crudele, che mi fa sentire fuori luogo, inadatta al ruolo.

Non so più fingere.

Ed ecco qui lo scopo terapeutico di queste mie sedute psichiatriche con il blog.

Questo è il fatto: mi sono liberata dalla maschera,ovvero dalle tanto agognate ali, che mi permettevano di scappare el mondo dell'apparenza quando la situazione lo richiedeva.

E ora fatico a riconoscermi, sono nuda e spaventata di fronte a stranieri.

E proprio ora, proprio adesso la mia maschera mi servirebbe come mai prima.

E proprio ora avrei bisogno del calore di tutti voi, ora che non ho più difese, ora che domando amore, ogni giorno, nessuno ha tempo e voglia di ascoltare la mia richiesta. Non abbandonatemi.



I need to be needed.


LA MALATA IMMAGINARIA


Mi sembra di essermi ripresa oggi...ancora un po' di dolorini sparsi casualmente qua e là, ma nel contesto sto bene,sto abbastanza bene.

Sì perchè fino a stanotte sono stata AMMALATA.

Fa ridere perchè proprio pochi giorni fa consideravo con la Longa che era da un bel po' che non mi passavo una bella influenza come si deve, e sogghignavo sotto i baffi pensando che mi ero fatta più furba, portandomi maglioncino e sciarpina nei momenti giusti e abusando di propoli al minimo sentore di mal di gola.



E invece: ZAC! Una serie di fattori sconosciuti (maledetta biblioteca con aria condizionata a 15 gradi Fahrenheit) mi hanno costretta in cattività per due lunghissime giornate.

La prima sera ho pensato: cosa c'è di meglio di un filmetto in tutta tranquillità, mangiando cioccolata sotto una coperta? MMMH...

Nella realtà è andata così:

-l'unico film appena iniziato che Sky (mannaggia a lui) proponeva era Il codice da Vinci. No comment. Penso che mi abbia fatto aumentare la febbre con curva esponenziale. Verso la fine ho pure chiuso gli occhi per censura personale...non se ne poteva più! Ero ben consapevole che non fosse un gran film...a quanto pare i produttori no! Hanno voluto farne un kolossal, stiracchiando e strascicando il finale. Inaudite sofferenze. Ho spento prima della fine ufficiale (cosa che solitamente non faccio, va contro i miei ideali)

-a metà serata ha cominciato a tuonare e piovere di brutto. Porte e imposte che sbattevano...rumori strani. Non ho mai avuto paura di stare a casa da sola. Mai fino a quel momento. Sentivo i passi: paranoia totale.

-dulcis in fundo: di cioccolata nessuna traccia.



Ho deciso di andare a dormire. Quando hai la febbre la pelle è più sensibile...avrei voluto un massaggio o anche solo una carezza, invece niente. O meglio: nessuno.

Mi sono svegliata rintontita undici ore dopo per scoprire che la mia cagna Raissa, che voleva uscire ormai da un'eternità, per punirmi aveva vomitato sul parquet. Ci ho riso sopra: delirio tremens.



In realtà a me piace essere malaticcia...tutti ti compatiscono, sono ai tuoi ordini, puoi dormire tutto il giorno, mangiare quanto e quando vuoi, leggere in quantità e vedere film uno dopo l'altro, finchè non ti si sciolgono gli occhi...

Ma quando c'hai da studiare per un esame-cazziacidi,non è bello!



Tuttavia pare sia passato, anzi non dico niente sennò porta sfiga.



Provo a studiare e spero che le parole non facciano gli scherzetti di ieri sera: si mettevano le une sopra le altre a formare castelli medievali o chiese gotiche, e io non riuscivo più a leggerle!

EEEH... Non ci sono più le parole di una volta.

sottosoprasotto


Senza nome

Inciampata in un vuoto di coscienza
la mia me sta faccia a terra
illudendosi di ritrovarmi
ora su un lato, ora sull'altro.
Respira calma sotto coperte d'inquietudine,
i suoi sogni sono pròtesi di banalità.
Ah! pensava, ella, di aver afferrato ciò che sfugge!
L'istante non si possiede, si accarezza.
Lei ancora non sa, non rivelatelo...



ma non la senti, sciocca, l'ansante presenza che pesa e affonda lentamente l'artiglio nel tuo giardino privato?
ma non le vedi quelle sbarre, i limiti che ti defiscono e incattiviscono, laggiù, dietro il simulacro di pelle e capelli che hai costruito tempo addietro?


non lo so dire, non lo so dire.
sorgente di fasulle acque! esse non spengono la sete, il Desiderio si estende, sommerge nidi e tane... infine sarà tardi per rimediare.
la mia me guarda e sorride, ma non con gli occhi. quelli stanno immobili, fissi su un orizzonte che è al di là, e altrove, non ci è consentito. i suoi occhi non le appartengono più, ora eros ha piena padronanza.
dunque sognamo carni tenere in cui addentrarci, per perdere in Altro quei timori brucianti che, allorpiù, definiscono con sempre maggior precisione i nostri margini...


bah...le solite cose...vomito parole che mi fanno male, poi sto un po' meglio.

Oggi sono come immobile, sto ferma come l'aria prima del temporale, aspetto.. e nel vuoto rieccheggiano immagini di sogni e di realtà sognate.


Non ho più alcuno stimolo oggi, la vanità di ogni azione mi urta come un'offesa. Sento tutto ovattato e i miei occhi mettono a fuoco con fatica...

Questo è il fatto: sono incastrata in una maschera, avvolta dal costume che io stessa mi sono cucita addosso,che ora stringe e non mi fa respirare. Questa sono...fingo e recito e vago tra altri personaggi, attendendomi da loro la soluzione alla mia insoddisfazione di fondo che mi rende instabile. Vorrei solo perfezione e vorrei che ci fosse sempre luce..vedendo l'ombra,l'inevitabile decadenza di ogni fantasia applicata al reale,volgo il mio sguardo altrove. Getto da parte il personaggio,fonte della mia illusione e conseguente disillusione, come fosse una marionetta, un pupazzo senza vita. Vorrei poter piangere,ma questo costume,la mia parte non me lo permette...E in fondo mi va bene così e lo so, perchè non rischio di cadere nell'abisso,mi mantengo sempre abbastanza in equilibrio.

Però è in giornate come questa che la vanità del mio vivere si manifesta e mi riscopro come meraapparenza.
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RELAZIONE UNIVOCA SPIRALEGGIANTE


Faccio la commessa, la studentessa di filosofia -ben poco ultimamente-, faccio la confidente sorridente e compiacente, faccio anche la figlia,la mediatrice,la matura.

Fingo di capire,annuisco e sfoggio la mia possente dentatura. Ammicco anche, mi atteggio, affettata come un san Daniele -tagliato fino,grazie.-

Mi pavoneggio talvolta, volontariamente emano profumo, e poi in solitudine annichilisco e mi arrotolo, aggroviglio intestino e pensieri in un mix letale...

Poi parlo e parlo, alcuni apprezzano, altri si allontanano: mi autoconvinco che chi si allontana sia un vile cialtrone, plebeo sporco della peggior specie.

Considero, argomento, giudico...a volte le parole scappano e io arrossisco, o almeno credo di arrossire, ma poi non succede nulla e me la cavo svincolandomi.

Mi piace vagare e lasciare aperte più possibilità, vorrei poter decidere della mia sorte nell' attimo stesso, esigo mancanza di restrizioni, detesto i programmi.

Cammino per le strade, canto, guardo chi mi guarda, a volte qualcuno mi fotografa pure -ieri,di fronte al 36-.

Attacco costumi agli appendini e guardo il cielo...

Voglio stare sola, non mi sento bene tra quella gente, tutto mi scivola addosso e nulla più permane.

Mi ripeto che è solo un momento, passerà vedrai. Torneranno tutti prima o poi.

Il mio amico tornerà.

Torni,amico?

IO ti sto cercando...anche se nell'infinità delle mie azioni sembra non ci sia spazio per te...e invece sei come un basso continuo, una tacita eterna richiesta.



Sono stufa di piegare magliette pensando a cosa indossare di sera. Mannaggia,torna,e che caspita! In fin fine sono anche un poco contrariata, amareggiata e intristita. Bah! Vuoi che ti spieghi perchè?!?



Avvicina il tuo orecchio alle mie labbra, ti sussurrerò ciò che vuoi sentire e suonerà armonica come un'arpa la mia voce, delicata come la brezza nei campi gialli di grano, avrà il sapore intenso e sconvolgente e adrenalinico dell'estate.



Cosa c'è di più erotico di ciò che è sul limite?

Un frutto raggiunge il suo apice se sta al limite tra maturità e marciume. Il segreto sta nel rendersene conto, mettendo da parte i pregiudizi infantili.

Mangialo, anche se ti fa impressione: sii uomo!

Bah, io ritorno ad aggrovigliarmi.

Ciao.

salice

Ho voluto solo contemplare

distante

protetta da fronde
che mirano al suolo con ridente mestizia
e si vestono di verde quando è festa.


Regina delle ninfe!

Ella tende al terreno
ma si ostina
a lanciare
il suo sguardo verso la luna.

incastrata

Com'è lì da voi? Si sta bene là dentro?

Qui a volte manca l'aria, qualcosa preme proprio sotto le costole ma non è che faccia male. Ma sì, sopportabile...non voglio lamentarmi.
E' che poi a volte succedono cose che non comprendo, che non accetto ma avvengono comunque, sputando arroganti sulla mia "volontà" umiliata.
Allora mi rendo conto di quando io non sia esclusivamente l'io di cui sono cosciente.
Eh no, io sono molto di più.
Qui dentro ci sono abissi, cavità, porte segrete chechissàdoveconducono.
No-no non è mica un terreno ben assestato, tanto che a volte si rischia di inciampare, bisogna starci attenti a non perdersi a guardare le farfalle che svolazzano tutt'attorno.
Reazioni inaspettate, atti che in prima persona mi soprendono, pure i pensieri mi si rivoltano contro. Che posso fare, se non stare a guardare ed attendere di riottenere finalmente il controllo?
Eccomi, sono qui e aspetto pazientemente che questa leggera pressione al petto si affievolisca via via. So perchè si è presentata, ma non capisco il motivo.
Forse nostalgia.
Nostalgia di quando davvero credevo che il suo amore mi avrebbe portata a viaggiare su nuvole rosa, di quando vedevo noi rischiarati da luce irreale e tenue,seppur nell'oscurità, di quando sentivo che non potevo voler altro che sprofondare nei suoi pensieri, immergermi nel suo sguardo morbido, annegare nei suoi tocchi fluidi armoniosi sinusoidali...

Mi smarrivo in spirali di voluttà senza alcuna remora,
per la prima volta era giusto così,
e tutte le parti di me cantavano all'unisono il suo nome,
e non c'era in me più alcuna frattura,
potevo pure fermarmi ad ammirare il colore delle farfalle che svolazzano tutt'attorno.

Ma poi che è successo?
Alla mia domanda risponde solo un'eco vuota, che risuona nelle mie viscere e spinge sul diaframma e non mi fa respirare.

E così sono senza alcun dubbio incastrata in qualche ansa del terreno, perchè non voglio ammettere una realtà, perchè se dovessi farlo ci rimetterei il piede come minimo.

alfabeto

abc




Altezzosa Baccante, Cantante Dubbiosa E Fattucchiera-Gatta Ha Illimitata Lussuria Ma Non Ostenta Provocazioni, Quando Racconta Svela Turbamenti; Urge Verità Zampillanti.



Tratta Padova-Bologna

Vastita' di verticalita' verdeggianti
punteggiate da rossi rifugi squadrati
sotto cerulei sfondi
dolcemente macchiati

da spumeggianti presenze.



Lynn-Bianchimi sento schiacciata...sono qui sotto altre Giulie che vogliono dire la loro ma lo fanno contemporaneamente e c'è un gran frastuono...

allora chiudo gli occhi che bruciano e mi lascio avvolgere da quest'afa che fa scorrere lente le riflessioni.

c'è gente che si nasconde dientro (dietro+dentro) le parole, parole lunghissime e complicate, ci si nasconde dietro. c'è gente che parla troppo e non dice nulla.

io vorrei essere trasparente ma alla fine quello che vorrei dire lo lascio aleggiare nell'afa, sperando che qualcuno lo colga,quel fiocco di polline bianco.

Seduta lì, immobilizzata, senza respiro.

Ogni muscolo teso in attesa, non intendevo tendere allo sconforto, eppure successe, mi colpì con il primo colpo e mi trovò colpevole.

Tremavo: era vibrazione profonda che risaliva in superficie, scandagliava indagatrice le mie celate illusioni e trovava in me adeguata risonanza. Pulsione, fuoco, nebbia nel mio sguardo.

Gelosia di quell'amore finito in lutto, rimorso che si tramuta in follia, ora soave ora temibile il suo respiro.

Voce che pare suono, immagine musicata, melodiosa visione.

Pazza, pazza la mia mano, che tentava di seguire le sue, in un vortice d'emozione nefasta.

Rammemorare quelle impressioni che ho tatuate nel corpo è stato letale.

Ciò ha significato riscoprirmi innamorata del violoncello.





cello