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Leggo e rileggo.

Non posso sopportare la mente quadrata di Hobbes.

Mi incanta la personalità ispirata e sognante di Rousseau.


ROUSSEAU. «Vi piacciono i gatti?». BOSWELL «No». ROUSSEAU. «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l'istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali». BOSWELL. «Nemmeno una gallina, obbedisce agli ordini». ROUSSEAU. «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce».


Weltanschauung

Sono attratta più dalle domande che dalle risposte.


Ai sistemi analitici esaustivi, razionali,

preferisco una filosofia poetante,

che desta misteri irrisolti senza la pretesa vanitosa di poter determinare, catalogare, incanalare, comprimere, risolvere questa realtà...tanto contingente quanto caotica e inospitale.

Mi piace affondare nell'irrisolto, trattenendo il respiro, per vedere se resisto, per mettermi alla prova.

Mi piace sentire il brivido del mistero, il calore della spiritualità, il brivido caldo della fitta nebbia che avvolge il cuore palpitante del mostro.

La mia mappa del caos...mi oriento come un gatto senza vibrisse in un labirinto, ma lo faccio ridendo, senza ostinazione, ammettendo di avere sempre qualcosa da imparare, rubando pezzi di risposte e creandone una mia, personale, che mi avvicini al cuore...

A volte lo sento, lo sento, alcanzable, apparentemente raggiungibile, sento l'onda d'amore che mi attraversa, respiro a fondo quella melodia, in fondo viviamo per questo.

E allora ammettiamolo a noi stessi,

smettiamola di sentirci prediletti, orgogliosi delle nostre piccole conquiste,

capaci di toccare la volta celeste, di fonderci col tutto, di unirci all'uno!


Accettare la ineliminabile ignoranza sarà la salvezza di questo mucchio di anime perdute.




"Tutto quello che so è che debbo morire;

ma quel che ignoro di più è, appunto, questa stessa morte, che non posso evitare"

Blaise Pascal


wittgenstein_duck_rabbit

"Die Grenzen meiner Sprache bedeuten

die Grenzen meiner Welt"


"I limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo."


PERCHE' STUDIARE FILOSOFIA - ovvero: tentativo abozzato e malriuscito di cambiare prospettiva.

Si parte dall'uomo.

Uomo come 'animale razionale'? Cosa distingue l'uomo dagli altri enti in questo mondo? Egli riesce a concepire il suo appartere all'essere, ha la consapevolezza di esistere, e da ciò oltretutto deriva la sua concezione della morte. Questa sua caratteristica gli ha permesso di sviluppare le svariate forme di cultura e conoscenza che oggi quasi ci schiacciano con il loro peso. Non sarà forse un suo dovere, quasi una missione, il dover dare i giusto peso a questa capacità,solo a lui assegnata, che gli permette di vedere con occhio della mente la sua intera esistenza dall'esterno?

Noi vediamo questa nostra nascita, quando una parte del Tutto si distacca e individualizza in un organismo, microcosmo all'interno del macro...e vediamo pure il nostro ritorno al Tutto, e grazie a ciò possiamo affrontare la nostra vita con la coscienza del passato, dell'attimo presente e del futuro, per il quale molto spesso modifichiamo le nostre azioni. Il suo fine sarà quello di potenziare al massimo ciò che lo distingue da gli altri esseri, scavare sempre più a fondo, rendendosi conto infine di trovare solo se stesso: prima e originaria esperienza è quella di se stessi, della propria individualità.

L'uomo è mero prodotto delle sue esperienze? Molte le tesi a favore, la scienza ci dà buone motivazioni per crederlo. Tuttavia,la prima e dunque fondamentale esperienza è quella del proprio Io. Ho consapevolezza del mio essere in quanto sono uomo. Non importa se ricerche scientifiche dicono che la cosiddetta 'coscienza' si acquisti solo al secondo anno di età, non importa il momento preciso in cui l'essere umano ha le capacità fisiche per poterlo pensare: cogito ergo sum. Ciò che importa è che anche il bambino appena nato è potenzialmente uomo, il suo corpo è un abozzo. Come la piccola pianta di ciliegio per i primi anni non farà ciliegie... questo non significa che il ciliegio non sia albero da frutti.

Allora l'uomo, avendo come conoscenza prima, originaria e generatrice l'autocoscienza, che è poi l'ambito unificatore, una sorta di contenitore all'interno del quale vengono immagazzinate e ordinate tutte le successive esperienze, ha il dovere di interessarsi riguardo la domanda fondamentale che distingue e sublima l'animale uomo.

Facendo così, egli porta a compito la missione assegnatagli, ampliando al massimo il suo orizzonte conoscitivo, valorizzando la sua condizione che ad un primo sguardo potrebbe sembrarci misera.

L'uomo deve svincolarsi dalle concezioni del suo tempo, da quelle verità relative che gli vengono inculcate come assolute, deve soppesare il potere della sua mente, deve fidarsi di ciò che gli dice il suo cuore.

Costruire una teoria di vita, curare la propria visione delle cose, lasciarsi turbare dalle domande assilanti e inquietanti, fornire alle cose il giusto peso, esistere non perdendo mai di vista il fatto di poterlo dire: sto esistendo, SONO... Cercare di penetrare il mistero noi che possiamo farlo, noi che possiamo dirlo ESSERE e allora facciamo ciò che è proprio della nostra essenza, caratteristica peculiare dell'uomo: pensiamo l'essere, pensiamo e basta.



continua....



P.S.:ogni critica, entro i limiti dettati dal decoro e rispetto reciproco, sarà ben accetta... URSU',COMMENTATE

E' attraverso il dialogo che si giunge alla verità.



Una vita senza ricerca non è degna per l'uomo di essere vissuta. (Socrate)



Se non avrai nemici significherà che hai sbagliato tutto.(Arpino)

KIRKEGAARD

l'uomo è spirito. ma cos'è lo spirito? lo spirito è l'io. ma che cos'è l'io? è un rapporto che si mette in rapporto con se stesso.3-2-The-Madonna-Munch





l'uomo è sintesi dell'infinito e del finito, del temporale e dell'eterno, di possibilità e di necessità, insomma, una sintesi. una sintesi è un rapporto tra due elementi, il rapporto è il terzo come unità negativa, un rapporto in questo senso è, sotto la determinazione dell'anima, il rapporto tra anima e corpo. se invece il rappoto si mette in rapporto con se stesso, allora questo rapporto è il terzo positivo, e questo è l'io.


DIBATTITO SULLA SIMMETRIA

simmetria


In questa lettura il filosofo mette in evidenza le conseguenze che si hanno quando il principio di simmetria, presente nella mente umana, s’impone ad ogni altro criterio logico come avviene nel pensiero schizofrenico.


I. Matte Blanco, L’inconscio e l’infinito


Incomincerò lo studio degli effetti del principio di simmetria considerando in primo luogo la sua azione sull’insieme dei numeri reali. Non mi soffermerò a considerare che cosa è un numero, né se il concetto di ordine è parte integrante di questo. Personalmente non trovo convincente la definizione di Bertrand Russell, tuttavia per i nostri scopi attuali è sufficiente tenere presente la sua affermazione che gran parte della matematica richiede la nozione di ordine.


Consideriamo adesso l’insieme dei reali nel suo ordine naturale, cioè secondo grandezza. Questo è unordine totale definito per mezzo della coppia di relazioni asimmetriche precede-segue o minore-maggiore. Supponiamo adesso che a un certo momento subentri in questo insieme la validità del principio di simmetria. Allora, 1 è minore di 2 implica che 2 è minore di 1: 2 è minore di 3 implica che 3 è minore di 2 e cosí via. Si può facilmente vedere che, siccome lo stesso vale per ogni coppia di numeri reali, risulta in conseguenza che ogni numero è maggiore e allo stesso tempo minore di ogni altro numero. Poiché nella matematica “normale” nessun numero può essere allo stesso tempo piú grande e piú piccolo di un altro, ci troviamo cosí davanti alla sostituzione di un’incompatibilità con una compatibilità. Ci si domanda allora: “che cosa rimane in questo caso del concetto di numero?” Non voglio pronunciarmi adesso se scompare o no. È sicuro, però, che la maggior parte, forse la totalità dell’uso che si fa del numero in matematica scompare dalla circolazione e in conseguenza scompare anche gran parte della matematica.


Facciamo adesso un elenco delle altre cose che scompaiono quando vale il principio di simmetria:


a) Lo spazio, che è concepito come un ordine totale di punti.


b) Il tempo, che è un ordine totale di istanti.


Infatti, se il punto a precede il punto b e questo a sua volta precede a, possiamo, forse (un gran forse!), non negare l’esistenza dello spazio, ma certo non possiamo farne alcun uso. Lo stesso vale per il tempo se l’istante a precede l’istante b e anch’esso precede l’istante a.


c) Essendo il principio di simmetria incompatibile con lo spazio e il tempo, lo è anche con il movimento,


d) con ogni successione,


e) ogni cambiamento, e quindi


f) con la vita


g) con il pensare


h) con il morire.


devils


"...i am the mask i wear."


Kundera che dice?

(...) in quell'istante mi dissi che anche noi due eravamo stati gettati su quella piazza stranamente deserta, col giardino e il ristorante, che eravamo stati gettati lì irrevocabilmente; che anche noi eravamo frammenti staccati da chissà dove; che inutilmente cercavamo di imitare i cieli e le altezze, perchè tanto nessuno ci avrebbe creduto; i nostri pensieri e le nostre parole si arrampicavano inutilmente verso l'alto perchè le nostre azioni erano basse come quella stessa terra.

Magritte_pomme